Guido Marra - perchè digitale
Una domanda che mi viene rivolta spesso: perché ho scelto il mezzo di creazione e rappresentazione digitale (cioè computerizzato)? Fino alla metà degli anni novanta ho usato il mezzo tradizionale (soprattutto pittura a olio), servendomi di cavalletto, tela, tavolozza, colori eccetera, ma quando sia l’hardware che il software del computer ha raggiunto il grado di perfezione che prima non aveva, ho iniziato ad usare il mezzo digitale. Ne sono rimasto subito affascinato; ho continuato ad usarlo e non lo ho lasciato più. La pittura sviluppata al computer ha una tale serie di vantaggi (che peraltro continuano costantemente ad incrementarsi mediante la uscita sul mercato di programmi sempre più perfezionati), che si è radicata in me la convinzione che l'uso del mezzo digitale otterrà nelle prossime generazioni un incremento esponenziale.

Elenco qui  alcuni dei tanti vantaggi che si hanno usando il computer quale mezzo di espressione artistica:

  • Non occorrono cavalletto, tubetti di colore, ingombranti tele (pensate a quelle di parecchi metri quadrati), grandi  studi professionali (anche in altezza). Con il digitale occorre solo una stanza, con una stazione grafica, che abbia installato il programma software preferito.
  • La fatica fisica si è ridotta al minimo. Pensate di dover dipingere un quadro di quattro-cinque  metri quadrati su scomode impalcature. Con il computer si può realizzare un quadro di qualsiasi dimensione, anche molto grande, dipingendo con pennello virtuale sul  monitor, per poi stamparlo su tela, se si possiede un plotter, oppure inviare il DVD ad un centro specializzato.
  • I programmi software più diffusi offrono migliaia di pennelli virtuali di ogni tipo (matite, pennelli, spatole, aerografi, spugne, ecc.) in due e tre dimensioni. I colori sono milioni. Si possono ottenere tutti i tipi di effetti desiderati (texture, renderizzazioni, tipi di tele, ecc.). Fate il confronto con il dover mescolare manualmente ogni colore.
  • Prima della stesura definitiva dell’opera, il pittore digitale può realizzare decine di bozzetti, salvandoli tutti nella memoria del computer, per poi effettuare i ritocchi finali su quello prescelto. Per contro pensate, ad  esempio, ai pittori divisionisti dell’inizio dello scorso secolo (Seurat in testa) che dovevano fare decine di bozzetti su tele diverse, per poi utilizzarne una sola, con un dispendio di mesi di lavoro per un solo quadro;
  • Recentemente, di fronte alla diffusione esponenziale dei pittori digitali, quelli tradizionali hanno incrementato la tecnica di rendere tridimensionale  la tela, quasi fosse un "bassorilievo"; le rappresentazioni sono le più varie, (estroflessioni aggiunta sulla tela di oggetti diversi, quali tondini di ferro, stoffa, cemento, ecc. ). Effettivamente la pittura al computer non consente ciò (almeno per ora); tuttavia nulla vieta al pittore digitale di operare manualmente queste aggiunte, dopo aver realizzato al computer e stampato su tela il proprio lavoro.

Purtroppo la pittura digitale, come anche la musica digitale, trova ancora molti detrattori: la accusa più frequente e che i quadri  “a farli è il computer”. Niente di più falso. Il computer rende il lavoro più veloce, riduce moltissimo la fatica fisica, ti aiuta a stendere il colore omogeneo in pochi secondi su vaste superfici, ti aiuta molto nei ripensamenti, ma non può assolutamente aiutarti nella creatività dell’opera, che risiede esclusivamente nella mente, nello spirito, nei sentimenti e,  oserei dire, nelle viscere del pittore.

Guido Marra